Testimonianze

Ho iniziato a studiare olandese un pò per caso, un pò perchè incuriosita da una lingua a cui poche persone in Italia dedicano le loro attenzioni, ma che si è rivelata utilissima oltre le aspettative!
Nei 3 anni di studio presso la S.S.M.L. delle Scuole Civiche di Milano si era creato un bel gruppo tra studenti e docenti, sempre in costante collaborazione tra loro, pronti a darci il massimo. E' sicuramente grazie a loro che in 3 anni sono riuscita a imparare una lingua diversa e apparentemente ostica e ad arrivare ad un buon livello. Sicuramente all'inizio è stata dura. Troppi suoni strani e costruzioni grammaticali complicate. Ma dopo un corso estivo in Belgio, la fortuna di fare lo stage presso il Consolato dei Paesi Bassi per qualche settimana e successivamente 6 mesi di Erasmus, il mio approccio alla lingua è decisamente migliorato! Ho inoltre lavorato saltuariamente con agenzie olandesi come interprete fieristica.
Consiglio di studiare il nederlandese a tutti, ne vale veramente la pena. Sia per la lingua in sè e per le prospettive lavorative, ma anche per il Paese e la sua cultura.
Cristina (studentessa dal 2001 al 2004).

Una studentessa al secondo anno

pubblicato 05 gen 2010, 03:10 da Michel Dingenouts   [ aggiornato in data 07 dic 2011, 13:27 ]

 
Studiare Nederlanedese (o comunemente ed erroneamente chiamato Olandese...) non è semplice, soprattutto se come me si è abituati a lingue latine. Difficile ma non impossibile. Infatti vi sono delle università in Italia che ti permettono di studiarlo e di raggiungere un ottimo livello della lingua.
Io sono una studentessa del secondo anno della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici diretta all'Impresa con conbinazione Inglese-Nederlandese.
L'impatto con il nederlandese per me è stato abbastaza duro in quanto questa lingua presenta canoni non comuni alle lingue da me già studiate ma, grazie al clima dell'università, grazie ai compagni e soprattutto grazie ai docenti ho raggiunto dopo solo un anno un livello molto buono che migliorerà sempre di più. Il bello di questa facoltà è che ti permette non solo di studiare la lingua vera e propria ma anche la cultura del paese e la linguistica, per non parlare poi dei corsi di traduzione e interpretariato (tutto esclusivamente con docenti di madrelingua nederlandese). Inoltre, per consolidare maggiormente la lingua, vi è la possibilità di seguire degli Zomercursus (corsi estivi in Belgio o in Olanda) e di partire un semestre o un anno in Erasmus.
Io personalmente ho seguito solo uno Zomercursus (per ora) ma ho in programma di andare anche in Erasmus e trovo che sia stato davvero utile, lo consiglio vivamente!
Micol


Una ex-studentessa quasi mamma..

pubblicato 05 gen 2010, 02:41 da Michel Dingenouts   [ aggiornato in data 07 dic 2011, 13:28 ]

Mi è stato chiesto di scrivere due righe sulla mia esperienza olandese all'ISIT...arduo decidere da dove iniziare...
Ci sarebbero tantissimi aspetti che vorrei sviscerare, ma via e-mail posso inviare solo fino a 10GB ;un'infinità di aggettivi che descriverebbero comunque solo in parte i miei tre anni vissuti in full-immersion Nederlands. Potrei esordire con "gezellig", un aggettivo che piace tantissimo agli olandesi, ma che purtroppo non ha una vera e propria traduzione in italiano, se non bello, accogliente...,confortable, nice in inglese...ma non renderebbe l'idea...
E allora dico "uitstekend", meraviglioso, fantastico, indescribile, semplicemente impagabile, così come l'Erasmus di 6 mesi al terzo anno trascorso a Leiden - Paesi Bassi - su stimolo e pressione degli altrettanto uitstekende insegnanti del corso.
Pensare che è successo tutto per puro caso, per un terrificante risultato all'esame di ammissione orale di francese (la seconda lingua che volevo e l'unica che potevo portare in combinazione con l'inglese). Era il 2000 e la prima "Edizione Millenium" (sigh!) degli esami di ammissione all'Istituto Superiore per Interpreti e Traduttori, così mi piace scherzosamente ricordarla, mi ha permesso di accedere all'I.S.I.T. con la combinazione linguistica inglese-nederlandese, il tutto in fase sperimentale, con l'obiettivo di arrivare alla fine del corso triennale con un livello di nederlandese pari a quello di inglese, partendo però da livello 0, con un corso full-immersion di 12 ore (?) la settimana. Il risultato finale è stato che dalle prime noiose ed estenuanti lezioni sull'alfabeto e sulla fonetica si è arrivati all'Uitgebrede Kennis del Certificaat Nederlands als Vreemde Taal, ossia una sorta di attestazione di conoscenza di massimo livello della lingua nederlandese.
E tutto questo grazie a un team uitstekend appunto (Dorothé, Michel, Annie, Elisabetta e Luca).
Consiglierò questa scuola nel modo più obiettivo possibile (!) anche a Ivan, il mio bimbo che nascerà fra un mesetto circa!
 
Laura Chiarelli

ex-studentessa ISIT (poi diventata Dipartimento Lingue di Scuole Civiche di Milano-Fondazione di Partecipazione Scuola Superiore per Mediatori Linguistici), diplomata in Scienze della Mediazione LInguistica il 30 marzo 2004 con la votazione di 100/110.

Senti chi studia

pubblicato 05 gen 2010, 02:23 da Michel Dingenouts   [ aggiornato in data 07 dic 2011, 13:30 ]

  • Oggi abbiamo l’impagabile occasione di scambiare due chiacchiere con uno studente di nederlandese dell’Isit. Partiamo, senza indugi. C’è un vecchio proverbio che recita: “È bene iniziare le cose dal principio”.

  • Vero. Ma iniziando da metà o da tre quarti si finirebbe anche prima no?!?

  • Scusa?

  • Va bene, torno serio. Il proverbio ha senso, ma cosa c’entra con lo studio del nederlandese?

  • Mi riferivo al fatto che hai iniziato a studiare il nederlandese a partire da zero.

  • Ah sì, esatto. E in realtà ho cominciato qualche settimana prima dell’ inizio effettivo dell’anno accademico. Io e i miei compagni abbiamo sostenuto un corso intensivo per un totale di 50 ore per “limitare” proprio il fatto di partire da zero. Partenza quasi traumatica, ma molto positiva. Comunque “nederlandese” è troppo lungo e per tutta la durata dell’intervista utilizzerò soltanto il termine “olandese”, mi perdonerai.

  • Penso di potermene fare una ragione. Ma cosa cambia, formalmente?

  • In teoria nulla. Il nederlandese e l’olandese sono la stessa lingua. Diciamo che “nederlandese” è un termine più neutro e politically correct perché di per sé si tratta della lingua parlata sia nei Paesi Bassi (anche qui, Olanda o Paesi Bassi? È un po’ come quando si dice Inghilterra in luogo di Regno Unito) che nelle Fiandre… Chiaro no?

  • Cristallino. Torniamo alle lezioni: com’erano impostate? Hai fatto fatica a stare dietro ai meccanismi della nuova lingua?

  • L’approccio a questa nuova lingua è stato diverso dall’approccio “classico”: invece di partire dalla regola grammaticale e poi applicarla (impostazione tipica del metodo italiano), siamo entrati subito “nel vivo” dell’olandese; abbiamo visto quali espressioni vengono usate in determinati ambiti per poi approfondire l’aspetto grammaticale solo in un secondo momento. Questo ha senz’altro favorito il coinvolgimento da parte mia. In questo senso, altri fattori decisivi sono stati la sostanziale informalità dei docenti (sia olandesi che belgi) e la ristrettezza del gruppo di studio (quindi ognuno ha potuto godere di ampi spazi individuali per eventuali dubbi o difficoltà).

  • Capito. E dimmi, cosa hai pensato del..

  • No, sono costretto a interromperti, scusami. Ho ancora in arretrato un sacco di esercizi del CODE (il nostro caro libro di nederlandese). Guai a me se non li finisco. Saluti!!

  • Ciao! Grazie per la chiacchierata e buon proseguimento!

Silvia dice...

pubblicato 26 ott 2009, 07:42 da Michel Dingenouts   [ aggiornato in data 07 dic 2011, 13:32 ]

Mi chiamo Silvia e sono una studentessa del secondo anno del corso di Scienze della Mediazione Linguistica, con combinazione linguistica Inglese – Nederlandese.

Ho scelto di dedicarmi allo studio delle lingue - e in particolare del nederlandese - perché da tempo mi affascinava, nonostante non abbia frequentato un liceo linguistico.

Il nederlandese mi è piaciuto subito, il clima in classe è decisamente piacevole nonostante il ritmo di studio intenso. Il primo approccio con la lingua può essere difficoltoso, specialmente per chi, come me, non aveva mai studiato altre lingue germaniche, ma il lavoro svolto a scuola è estremamente efficace e il team di docenti ottimo. Noi studenti veniamo seguiti costantemente e con attenzione dagli insegnanti, e io ho riscontrato personalmente la validità del metodo per l’acquisizione della lingua, da cui ho ottenuto grandi risultati che non mi aspettavo nel giro di un semplice anno accademico.

Non è inoltre da trascurare l’aspetto culturale. Lo studio del nederlandese implica anche lo studio di due culture – fiamminga e olandese – strettamente legate alla lingua, che conduce anche a una maggiore presa di coscienza da parte degli studenti nei confronti della lingua stessa e degli usi e costumi che l’accompagnano, e tali studi non hanno che facilitato il nostro approccio con il nederlandese.

Personalmente mi ritengo pienamente soddisfatta del percorso di studi che ho intrapreso, in particolare della lingua nederlandese, che mi sento di consigliare vivamente!

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